mercoledì 23 febbraio 2011

Diritti d’autore. Il caso del sito www.imslp.org

Ogni tanto una bella notizia. Edward W. Guo, studente del Conservatorio di Boston, negli ultimi cinque anni ha scansionato e messo in rete 85.000 spartiti, scaricabili liberamente da parte di tutti gli appassionati di musica classica. Qualcuno ha cercato di fermarlo, ma non c’è riuscito. Chi?
In una società formalmente legata al monoteismo ma pagana nell’agire quotidiano, Giove è solo stato sostituito dal dio Denaro, al cui primato vengono assoggettate tutte le attività umane, comprese quelle il cui frutto in origine era destinato gratuitamente a tutta l’umanità. E’ per questo che alcune case editrici specializzate nel settore degli spartiti musicali, da vendere a prezzi salati, hanno subito cercato di bloccare il sito del giovane Edward. Per verificare gli interessi che stanno sotto l’azione legale di queste aziende, vado un attimo a rovistare fra gli spartiti che si trovano in casa:
Maurice Ravel, Giochi d’acqua, 13 pagine, lire 17.000 (ed. primi anni ’90)
Johannes Brahms, Danze ungheresi, 85 pagine, euro 23,40
Antonin Dvorak, Danze slave, 128 pagine, euro 16,20.

Come si vede, in ossequio a una certa prassi mercantile, all’aumentare del numero delle pagine il prezzo per singola pagina diminuisce un poco, ma resta pur sempre ben remunerativo, perché gli unici costi sono quelli della stampa e della commercializzazione. I diritti d’autore sono scaduti: Ravel è morto il 1937, Brahms il 1897 e Dvorak il 1904.
Ma a prescindere dalla durata dei diritti d’autore (in Italia 70 anni dopo la morte!), vorrei ragionare sul problema andando al di là degli aspetti legali.
Se Brahms durante la sua vita acquistò un appartamento, certamente lo fece anche pensando ai suoi discendenti. Quando però compose le Danze e le Sinfonie, credo pensasse di lasciarle in eredità a tutti i posteri e non solo ai propri figli, nipoti e pronipoti.
Questo discorso vale anche per la letteratura. Ma, mentre qui alla prima edizione, elegante e costosa, seguono di regola quelle economiche, per la musica non è così: la clientela potenziale delle case editrici musicali è ristretta e quindi, se pure gli editori pubblicassero gli Studi di Chopin a otto euro, ne venderebbero sempre un numero di copie molto limitato. Non c’è convenienza!

Dobbiamo dunque essere grati a Edward Guo per la sua iniziativa, e sperare che questo serva a liberare le opere d’arte, di qualunque genere, dai vincoli imposti da una normativa anacronistica.
Il sito di Guo (disponibile anche in lingua italiana) è il seguente: http://imslp.org/wiki/Pagina_principale (Biblioteca Musicale Petrucci). Basta cliccare su “Compositore” e appare un elenco dei musicisti in ordine alfabetico. Alla lettera M naturalmente troviamo Mozart, con circa 800 composizioni. Scegliamo il brano che ci interessa, ad esempio il “Piano concerto n. 21”, e poi lo strumento, ad esempio “Piano”; facciamo il download e in pochi secondi appaiono 36 nitide pagine, stampabili a costo zero. Per l’eventuale ascolto non dobbiamo far altro che digitare il titolo del brano su youtube.com.
Speriamo che la cultura possa ora finalmente librarsi sulle ali della “rete”, alla faccia dei tanti speculatori.
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